La vera “Danish Girl”

 

Tra i film che ho visto di recente, credo che “The Danish Girl” sia quello che mi ha colpito e commosso di più. Tratto dal romanzo omonimo di David Ebershoff, è ispirato alla storia vera di Lili Elbe, che è stata il primo transessuale nella storia a sottoporsi ad un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale.


Ma, mettendo per un attimo da parte le mie considerazioni su questo bellissimo film, che spero di condividere con voi presto, mi sono detta che valesse la pena sapere qualcosa di più della protagonista storica a cui si ispira. Lili nel film è una persona amabile, brillante, ironica, sensibile e tanto fragile quanto coraggiosa. Ma cosa sappiamo della Lili Elbe realmente esistita?

La vera Lili Elbe

Lili nasce di sesso maschile sotto il nome di Einar Mogens Andreas Wegener, il 28 dicembre del 1882, a Vejle, in Danimarca. Si forma alla scuola d’arte di Copenaghen, dove incontra quella che poi diventerà sua moglie, Gerda Cottlieb. E’ posando per lei in abiti da donna, che Einar comincia a sentire affiorare la sua identità femminile. Di lì, un difficile ma invitabile percorso psicologico lo porta a consultare vari medici. Solo uno non gli darà dello schizofrenico o del disturbato, il Dr. Magnus Hirschfeld.

Dr. Magnus Hirschfeld. Fondatore dell’iIstituto tedesco di Scienze Sessuali a Berlino, coniò il termine “transessualismo”, nel 1923.

Nel 1930, quindi, Einar, che ormai vive apertamente come Lili, si reca a Berlino per sottoporsi all’intervento chirurgico di riassegnazione sessuale, presso l’Istituto tedesco di Scienze Sessuali. All’epoca l’intervento era assolutamente ancora sperimentale. Eppure Lili si sottopose con coraggio a cinque operazioni in due anni: la prima fu la rimozione dei testicoli, la seconda la rimozione del pene insieme al trapianto delle ovaie, rimosse in un secondo momento con altri due interventi occorsi a causa di un rigetto e di altre gravi complicazioni. La quinta operazione fu il trapianto dell’utero, per poter consentire a Lili di diventare madre. Nello stesso intervento le fu costruita una vagina artificiale, ma Lili non ce la fa: muore, quasi cinquantenne, a seguito di gravi complicanze, il 13 settembre 1931.

La storia di Lili è stata pubblicata dopo la sua morte da Ernst Ludwig Harthern Jacobson (sotto lo pseudonimo di Niels Hoyer), che ha avuto accesso ai diari personali della defunta. Il libro “Man into Woman”, pubblicato nel 1933, è stato uno dei primi libri sulla storia di una persona transgender, e rimane importante per la storia della sessualità e dell’identità di genere.

Ma Lili è stata in assoluto la prima persona transgender ad operarsi?

No, sembra di no! La prima persona nella storia ad affrontare questo tipo di iter chirurgico sarebbe stata, nel 1912, una pittrice,  che si sentiva piuttosto un uomo e che per questo decise per l’asportazione di entrambi i seni e le ovaie.

Alcune fonti, in realtà, riferiscono inoltre che Lili fosse “semplicemente” affetta dalla sindrome di Klinefelter, una condizione non conosciuta in ambito medico fino al 1942, dovuta ad un’anomalia cromosomica in cui un individuo di sesso maschile possiede un cromosoma X in più (47, XXY). Il risultato di tale anomalia è un fenotipo maschile dai contorni sfumati.

Ma che fosse affetta da una sindrome genetica o meno, poco importa, se Lili è riuscita a diventare un importante simbolo ed esempio di riscatto e coraggio per il mondo transgender!

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